Sono quella diciassettenne che ad un certo punto della sua vita arriva ad un bivio.
Fin da piccola mi hanno sempre insegnato a distinguere il bene dal male, il giusto da ciò che è sbagliato, l'onestà dalla falsità. Grazie mamma e papà, vi sono grata, perchè sono contenta della persona che sono diventata. Ma io non sono come gli altri, mi sento diversa. Sento di pensarla diversamente, sento di provare sentimenti differenti. Ho bisogno di trovare ciò che fa per me. Da sola. Sbagliando. Grazie mamma e papà, ma non mi serve più il vostro aiuto. Devo sbattere la testa contro il muro e farmi male, romperla se necessario, affinchè possa raggiungere la maturità che mi serve.
Non ho bisogno che mi ricordiate la differenza tra bene e male, non ho bisogno che mi teniate in una bolla di cristallo per paura di scheggiarmi. Ma soprattutto non ho bisogno che decidiate per me sul mio futuro.
La sicurezza che ho creato con le mie mani non si alimenta screditando i miei sogni. Non ho bisogno di qualcuno che mi ostacoli... Ho solo bisogno che qualcuno mi ricordi che posso farcela. Che alla fine le cose possono andare davvero come ce le aspettavamo. Non ho bisogno di sentirmi dire che sia semplice, ho bisogno di sapere che ne valga la pena. Perchè sono ancora del parere che sia meglio un rimpianto di un rimorso.
Almeno dai miei genitori non ho bisogno di sentirmi dire che non sono capace, o che devo rimanere coi piedi sulla terra. Ho solo voglia di sentirmi dire che posso farcela, perchè forse, ripeterlo continuamente a se stessi, da soli, non basta più.
-Libera.
giovedì 11 settembre 2014
lunedì 8 settembre 2014
E poi il principe scappa con la principessa sbagliata...
Comunque sia andata sono fiera di me. Di quello che ho provato vivendoti. Di ciò che sono diventata standoti accanto. Mi sono resa conto di ciò che desidero, di ciò di cui ho bisogno: rispetto, onestà, fiducia, tenerezza, sguardi sinceri, amore. Sono fiera di me perchè finalmente ho realizzato quanto sia meraviglioso dare, senza ricevere nulla in cambio, per il puro piacere di alleviare i dolori altrui. Ma l'amore a senso unico ferisce tanto quanto un coltello piantato tra le costole.
Non rimpiango nulla, nessun abbraccio, nessuno sguardo, nessuna carezza, nessuna lacrima. Ti rivivrei altre mille volte, senza indugio.
Sono fiera di te, che sei andato avanti. Spero tu possa aver trovato qualcuno che riesca a darti più di quanto abbia fatto io, che riesca a darti più di quanto abbia dato tu.
Lascerò che il mio corpo affoghi tra le mie lacrime, che la malinconia lentamente mi consumi, che le parole mi scivolino addosso.
Ma so di essere forte. Sono in grado di risalire dopo aver toccato il fondo, di rialzarmi dopo essere precipitata. Perchè in fondo la mia anima è ancora accesa. Vive e persiste difronte la resa.
-Libera.
Non rimpiango nulla, nessun abbraccio, nessuno sguardo, nessuna carezza, nessuna lacrima. Ti rivivrei altre mille volte, senza indugio.
Sono fiera di te, che sei andato avanti. Spero tu possa aver trovato qualcuno che riesca a darti più di quanto abbia fatto io, che riesca a darti più di quanto abbia dato tu.
Lascerò che il mio corpo affoghi tra le mie lacrime, che la malinconia lentamente mi consumi, che le parole mi scivolino addosso.
Ma so di essere forte. Sono in grado di risalire dopo aver toccato il fondo, di rialzarmi dopo essere precipitata. Perchè in fondo la mia anima è ancora accesa. Vive e persiste difronte la resa.
-Libera.
venerdì 27 giugno 2014
Caro amico ti scrivo.
Caro amico,
Voltaire diceva: "I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d'occhio, ma l'amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l'incantesimo dell'anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte. Ti amerò fino alla morte."
Ed è così. Credo nel destino e di conseguenza credo che alcune persone siano destinate ad incontrarsi, per parlarsi, per guardarsi, per confidarsi pensieri intimi e riservati. Non ho mai avuto paura di dirti ciò che pensavo, ma soprattutto non ho mai avuto paura di starti accanto, di darti la mano e di tirarti su.
Sono pronta ad ascoltarti, sempre, anche difronte ad una stronzata colossale.
E ti resterò accanto anche quando sarai antipatico e mi farai incazzare e mi verrà voglia di picchiarti, perchè l'amicizia funziona così, esserci nonostante tutto, nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti.
Sei mio amico perchè sei diverso. Non da me ma dagli altri. Forse siamo questo, due anime complici incontratesi per caso per dirsi cose che altri non si dicono, che non capiscono. Per imparare l'un dall'altro. Per ricordarci che non siamo soli.
E tu, infatti, non sei solo. In questo giorno speciale non hai solo me, ma una marea di persone intorno a te pronte ad amarti e a festeggiarti. La solitudine interiore puoi curarla solo tu, imparando a conoscere te stesso. Stabilisci le tue priorità, ricordati chi sei, cosa vuoi essere, chi vuoi diventare. Ricorda che tu vieni prima di tutto, perchè a volte un pò di sano egoismo non fa male.
Perdona te stesso, non accusarti di non aver dato il massimo, ognuno ha i suoi limiti e bisogna imparare a conoscerli. La perfezione non è altro che la paura di deludere, chi poi non si sa, forse se stessi o forse gli altri. Ma soprattutto scegli di darti altre 1000 chances. Guardati attraverso i tuoi occhi e ridisegnati come preferisci, diventa chi hai sognato di essere e non quello che gli altri hanno scelto per te.
Scegli con cura chi vuoi avere accanto, apri la mente, apri gli occhi. Perchè se non trovi lontano ciò che desideri, evidentemente devi cercare più vicino.
Con affetto.
Tua Libera
Voltaire diceva: "I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d'occhio, ma l'amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l'incantesimo dell'anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte. Ti amerò fino alla morte."
Ed è così. Credo nel destino e di conseguenza credo che alcune persone siano destinate ad incontrarsi, per parlarsi, per guardarsi, per confidarsi pensieri intimi e riservati. Non ho mai avuto paura di dirti ciò che pensavo, ma soprattutto non ho mai avuto paura di starti accanto, di darti la mano e di tirarti su.
Sono pronta ad ascoltarti, sempre, anche difronte ad una stronzata colossale.
E ti resterò accanto anche quando sarai antipatico e mi farai incazzare e mi verrà voglia di picchiarti, perchè l'amicizia funziona così, esserci nonostante tutto, nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti.
Sei mio amico perchè sei diverso. Non da me ma dagli altri. Forse siamo questo, due anime complici incontratesi per caso per dirsi cose che altri non si dicono, che non capiscono. Per imparare l'un dall'altro. Per ricordarci che non siamo soli.
E tu, infatti, non sei solo. In questo giorno speciale non hai solo me, ma una marea di persone intorno a te pronte ad amarti e a festeggiarti. La solitudine interiore puoi curarla solo tu, imparando a conoscere te stesso. Stabilisci le tue priorità, ricordati chi sei, cosa vuoi essere, chi vuoi diventare. Ricorda che tu vieni prima di tutto, perchè a volte un pò di sano egoismo non fa male.
Perdona te stesso, non accusarti di non aver dato il massimo, ognuno ha i suoi limiti e bisogna imparare a conoscerli. La perfezione non è altro che la paura di deludere, chi poi non si sa, forse se stessi o forse gli altri. Ma soprattutto scegli di darti altre 1000 chances. Guardati attraverso i tuoi occhi e ridisegnati come preferisci, diventa chi hai sognato di essere e non quello che gli altri hanno scelto per te.
Scegli con cura chi vuoi avere accanto, apri la mente, apri gli occhi. Perchè se non trovi lontano ciò che desideri, evidentemente devi cercare più vicino.
Con affetto.
Tua Libera
lunedì 23 giugno 2014
Logico, no non è logico.
Logico. No non è logico: dare un bacio a chi non fa per te; ascoltare una lunga e triste storia; perdersi in chiacchiere con un vecchio amico rincontrato per caso dopo anni; sentirsi meno sola in compagnia di qualcuno col tuo stesso problema: capire chi sei. E no non è logico neanche innamorarsi del primo sguardo malizioso, o delle sue parole seducenti.
Ineffetti non lo è neanche guidare ubriachi, o addormentarsi sul cesso dopo una sbronza, o raccontare la tua vita al primo che ti sta affianco.
Che poi alla fine non è logico neanche mangiare un gelato e poi una pizza, o fare qualcosa per qualcuno che poi non viene apprezzata.
Non è logico, però succede.
Ineffetti non lo è neanche guidare ubriachi, o addormentarsi sul cesso dopo una sbronza, o raccontare la tua vita al primo che ti sta affianco.
Che poi alla fine non è logico neanche mangiare un gelato e poi una pizza, o fare qualcosa per qualcuno che poi non viene apprezzata.
Non è logico, però succede.
Sorpresa. Di esser riuscita a dimenticare la mia vita per 7 giorni. Di accorgermi quanto angosci tornare a casa dopo una vacanza. Di tornare in quel posto dove avevo seppellito i miei problemi e di riprenderli in mano come se nulla fosse. Forse una settimana non è bastata. Ma forse non basterebbe neanche un anno.
Oggi è stata una giornata utile. Ho capito che a volte, all'improvviso, qualcuno arriva e ti fa una domanda inaspettata chiedendoti cosa ti impedisca andare avanti, cosa ti blocchi. Perché a volte un dolore fisico è solo un grido d'aiuto per la mente. Questa persona mi ha chiesto di liberarla. Di capire chi sono davvero. Mi ha chiesto di prendermi una pausa. Ma soprattutto mi ha chiesto di mettere al primo posto me stessa, perché io sono la persona più importante, e che ogni tanto un pó di sano egoismo non fa male. E forse questo viaggio capita al momento giusto.
Ho appena chiuso la valigia, ma l'ho riempita solo di vestiti, i pensieri li lascio qui.
Qui, per ora, non ce più nulla da fare. Alzo i tacchi.
Ho appena chiuso la valigia, ma l'ho riempita solo di vestiti, i pensieri li lascio qui.
Qui, per ora, non ce più nulla da fare. Alzo i tacchi.
-Libera.
venerdì 2 maggio 2014
Chi vorrei essere...
Eccomi qui sono tornata. Sono nel mio letto al buio mentre sputtano al mondo intero ogni mio più intimo pensiero. Massì chi se ne frega. Tanto voi non sapete neanche chi sono... A dire il vero neanche io.
Credevo di conoscermi ma non è così, e me ne convinco ogni giorno sempre meno. Sono in quella fase in cui non sono ne carne ne pesce. Ho bisogno di trovare me stessa, quindi ogni giorno mi pongo lo stesso quesito: chi voglio essere ? E' sempre difficile rispondere, però qualcosa mi è venuta in mente, il che è un inizio.
Voglio essere diversa. Voglio distinguermi. Per tutto. Voglio avere i capelli lunghi quando tutti ce l'hanno corti. Voglio mangiare un pizza quando tutti mangiano un'insalata, e viceversa. Voglio vestirmi bene, sempre, anche quando gli altri non lo sono. Voglio aiutare a chi viene messo da parte. Voglio dare tutto per chi amo, anche a costo di non ricevere nulla in cambio. Voglio scrivere tutto quello penso, quello che provo, e non quello che mi viene dettato. Voglio amare con tutta la pazzia della mia anima, anche chi non se lo merita. Voglio avere i miei momenti di gioia e di tristezza. A volte vorrei semplicemente restare sola, essere lasciata in pace, senza essere disturbata. Perchè infondo a me la solitudine piace, anche se amo le persone. Non voglio nascondere ciò che provo dietro un finto sorriso. Non voglio neanche tenermi tutto dentro, porterebbe solo ad una rapida e distruttiva esplosione.
Ma soprattutto vorrei essere libera.
Libera davvero.
Libera dalla gabbia del conformismo che imprigiona tutti.
Libera di scegliere ciò che è meglio per me stessa.
Libera di sbagliare.
Libera di inseguire ciò che fa per me.
Libera dalla paura.
Libera di amare chi desidero.
Libera di ricominciare. Perchè tutti abbiamo diritto ad un'altra chance.
Se poi mi verrà in mente qualcos'altro ve lo farò sapere. Io intanto continuo a chiedermi chi voglio essere.
-Libera.
Credevo di conoscermi ma non è così, e me ne convinco ogni giorno sempre meno. Sono in quella fase in cui non sono ne carne ne pesce. Ho bisogno di trovare me stessa, quindi ogni giorno mi pongo lo stesso quesito: chi voglio essere ? E' sempre difficile rispondere, però qualcosa mi è venuta in mente, il che è un inizio.
Voglio essere diversa. Voglio distinguermi. Per tutto. Voglio avere i capelli lunghi quando tutti ce l'hanno corti. Voglio mangiare un pizza quando tutti mangiano un'insalata, e viceversa. Voglio vestirmi bene, sempre, anche quando gli altri non lo sono. Voglio aiutare a chi viene messo da parte. Voglio dare tutto per chi amo, anche a costo di non ricevere nulla in cambio. Voglio scrivere tutto quello penso, quello che provo, e non quello che mi viene dettato. Voglio amare con tutta la pazzia della mia anima, anche chi non se lo merita. Voglio avere i miei momenti di gioia e di tristezza. A volte vorrei semplicemente restare sola, essere lasciata in pace, senza essere disturbata. Perchè infondo a me la solitudine piace, anche se amo le persone. Non voglio nascondere ciò che provo dietro un finto sorriso. Non voglio neanche tenermi tutto dentro, porterebbe solo ad una rapida e distruttiva esplosione.
Ma soprattutto vorrei essere libera.
Libera davvero.
Libera dalla gabbia del conformismo che imprigiona tutti.
Libera di scegliere ciò che è meglio per me stessa.
Libera di sbagliare.
Libera di inseguire ciò che fa per me.
Libera dalla paura.
Libera di amare chi desidero.
Libera di ricominciare. Perchè tutti abbiamo diritto ad un'altra chance.
Se poi mi verrà in mente qualcos'altro ve lo farò sapere. Io intanto continuo a chiedermi chi voglio essere.
-Libera.
domenica 13 aprile 2014
E poi c'è il destino, che mi prende per il culo.
Credevo fosse più semplice. Dimenticarti, non pensarci. Invece è diventato un pensiero fisso che non sparisce più dalla mia testa. Resti lì, inchiodato al centro dei miei pensieri. Disturbi i miei sogni, mi deconcentri.Tu, che sei riuscito a farmi dimenticare il male che mi hanno fatto. Tu, che non uno sguardo, con un bacio, non mi lasciavi pensare ad altro.Sabato sera dovevo andare a ballare.
Ricordate la serata al discopub di quel venerdì sera ? Ecco, Claudio mi aveva invitato ad un'altra festa. Stessa gente, posto differente. Ero in fibrillazione, ero certa che ci sarebbe stato anche Giovanni. Ma quando torno a casa verso l'ora di pranzo ricevo un messaggio dalla mia migliore amica. Si è mollata col ragazzo. *BAM* Cala ogni mia speranza di passare una serata altrettanto fantastica come quella di venerdì sera. Volevo dire che non potevo, che avevo già preso un impegno, tanto c'erano anche gli altri a tenerle compagnia ! Ma sentivo questo dovere di stare con lei. Se fossi andata probabilmente mi sarei sentita dannatamente in colpa.
Ci avevo pensato. Di mettere al primo posto me stessa. Me lo riprometto ogni volta ma non ci riesco mai. E anche se non smettevo di chiedermi come sarebbe andata, anche se il rimpianto mi ossessionava, ero e tutt'ora sono, fiera di me stessa. Fiera di aver messo al primo posto chi amo, anche se non è andata secondo le mie aspettative.
Ma poi alla fine credo sia stato tutto un piano del destino. Appena sono arrivata in centro ho scoperto che si erano rimessi insieme. Che lui non è andato a quella serata. E allora cosa sarebbe successo se fossi andata a quella serata ? Se lui ci fosse stato ci saremmo mai guardati, toccati ? Se invece non ci fosse stato il rimorso mi avrebbe consumata ? Si, mi sento presa per il culo.
Da tutti e da tutto.
Ma sono contenta che quei due siano tornati insieme. Non avrei sopportato di vederla piangere ancora. Ma soprattutto non avrei avuto la forza di consolare un'altra anima sola.Basta quella di Antonio. Basta la mia.Intanto il suo pensiero continua a consumarmi.
Aiuto.
-Libera.
Ricordate la serata al discopub di quel venerdì sera ? Ecco, Claudio mi aveva invitato ad un'altra festa. Stessa gente, posto differente. Ero in fibrillazione, ero certa che ci sarebbe stato anche Giovanni. Ma quando torno a casa verso l'ora di pranzo ricevo un messaggio dalla mia migliore amica. Si è mollata col ragazzo. *BAM* Cala ogni mia speranza di passare una serata altrettanto fantastica come quella di venerdì sera. Volevo dire che non potevo, che avevo già preso un impegno, tanto c'erano anche gli altri a tenerle compagnia ! Ma sentivo questo dovere di stare con lei. Se fossi andata probabilmente mi sarei sentita dannatamente in colpa.
Ci avevo pensato. Di mettere al primo posto me stessa. Me lo riprometto ogni volta ma non ci riesco mai. E anche se non smettevo di chiedermi come sarebbe andata, anche se il rimpianto mi ossessionava, ero e tutt'ora sono, fiera di me stessa. Fiera di aver messo al primo posto chi amo, anche se non è andata secondo le mie aspettative.
Ma poi alla fine credo sia stato tutto un piano del destino. Appena sono arrivata in centro ho scoperto che si erano rimessi insieme. Che lui non è andato a quella serata. E allora cosa sarebbe successo se fossi andata a quella serata ? Se lui ci fosse stato ci saremmo mai guardati, toccati ? Se invece non ci fosse stato il rimorso mi avrebbe consumata ? Si, mi sento presa per il culo.
Da tutti e da tutto.
Ma sono contenta che quei due siano tornati insieme. Non avrei sopportato di vederla piangere ancora. Ma soprattutto non avrei avuto la forza di consolare un'altra anima sola.Basta quella di Antonio. Basta la mia.Intanto il suo pensiero continua a consumarmi.
Aiuto.
-Libera.
domenica 30 marzo 2014
Venerdì notte... E' stato senza fiato.
Inaspettato. Quasi incredibile. Quel momento in cui le aspettative combaciano con la realtà. Come i nostri corpi, come le nostre mani, come i nostri visi. Quello che mi chiedo è se sia stato solo un attimo di sollievo tra un insuccesso e l'altro. O se il lieto fine esiste davvero.
E' successo venerdì sera. Una delle notti migliori della mia vita. Mi sono sentita più adulta. Grande. Matura. Libera. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto prima. Qualcosa che solitamente una 17enne non fa. Erano le 11 e mezza. L'attesa aumentava, il battito del cuore anche. Avevo un presentimento, parecchie aspettative. Eravamo io e Claudio ad attendere quella macchina, finalmente dopo un quarto d'ora di insopportabile tic tac-tic tac ci portò a destinazione. Ma il destino si sa, è imprevedibile. Durante il tragitto ci fermammo a prendere un amico. E ovviamente quell'amico era lui. Giovanni. Il mio istruttore di box. Colui a cui ho dedicato la metà delle mie pagine. Metà delle mie giornate. La totalità dei miei pensieri. Lui, bello, 10 anni più di me. Lo ammetto, la mia speranza sfocia nell'illusione che porta ad un abbandonante autolesionismo. Era incredulo, semplicemente non si aspettava di vedermi. Quando rimanemmo soli dalla macchina, Giovanni mi guardò, mi scostò i capelli, e mi chiese più volte se Claudio fosse il mio ragazzo. Gli assicurai di no, ma avrei voluto aggiungere che pensavo ancora lui, solo a lui. Arrivati al locale entrammo. Non era molto grande, ma accogliente, luci soffuse, e una musica cubana che aumentava la voglia di lanciarsi in pista. Confesso che all'inizio mi sentivo un pò a disagio. Erano tutti più grandi di me, a loro agio nel loro tavolo. Dovevo disinibirmi, e ad aiutarmi c'era un bicchiere di gin che mi attendeva. Primo ballo, per fortuna c'era Claudio accanto a me. Secondo ballo. Terzo. Quarto. A dire il vero ho peso il conto. Tra un ballo e un'altro cercavo Giovanni, ogni tanto lo perdevo, e quando lo ritrovavo o guardava il cellulare o ballava con qualche ragazza. Pausa sigaretta. Ero piuttosto stanca e sudata, ma felice. Eravamo sul divano. Stavo finendo il mio drink quando parte una bachata molto romantica ma sensuale. Giovanni mi guarda, mi prende la mano, e mi conduce in pista. Eccolo. Quel momento straordinario, quando sentivo il suo profumo, quando i nostri corpi si muovevano a tempo, quando i suoi occhi incrociavano i miei. Dio mio avrei voluto che quella canzone durasse per sempre. Eravamo solo io e lui, al buio, intorno a noi non c'era nulla, eravamo isolati, a contatto. Meglio della nicotina. Del gin. Del cioccolato. Del sesso. Si era come se stessimo facendo l'amore, solo che era meglio. Ma poi, come tutti i momenti belli, finì. Mi diede un bacio sulla fronte, e le nostre strade si divisero. La serata terminò in fretta tra una salsa con qualche sconosciuto e una sigaretta. Arrivò mio padre. E prima che Cenerentola fuggisse via doveva almeno dire ciao al suo principe azzurro. Così fu. Lo trovai, gli dissi che sarei andata via, mi dette un bacio, non troppo vicino alle labbra, ma neanche troppo lontano. Gli presi la mano, e ad ogni passo la lasciavo andare via.
Di certi momenti però ne senti la nostalgia, ma sei così felice che siano accaduti, che vale la pena che ti consumino.
Io, intanto, continuo a sognare cosa avremmo potuto essere.
-Libera.
E' successo venerdì sera. Una delle notti migliori della mia vita. Mi sono sentita più adulta. Grande. Matura. Libera. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto prima. Qualcosa che solitamente una 17enne non fa. Erano le 11 e mezza. L'attesa aumentava, il battito del cuore anche. Avevo un presentimento, parecchie aspettative. Eravamo io e Claudio ad attendere quella macchina, finalmente dopo un quarto d'ora di insopportabile tic tac-tic tac ci portò a destinazione. Ma il destino si sa, è imprevedibile. Durante il tragitto ci fermammo a prendere un amico. E ovviamente quell'amico era lui. Giovanni. Il mio istruttore di box. Colui a cui ho dedicato la metà delle mie pagine. Metà delle mie giornate. La totalità dei miei pensieri. Lui, bello, 10 anni più di me. Lo ammetto, la mia speranza sfocia nell'illusione che porta ad un abbandonante autolesionismo. Era incredulo, semplicemente non si aspettava di vedermi. Quando rimanemmo soli dalla macchina, Giovanni mi guardò, mi scostò i capelli, e mi chiese più volte se Claudio fosse il mio ragazzo. Gli assicurai di no, ma avrei voluto aggiungere che pensavo ancora lui, solo a lui. Arrivati al locale entrammo. Non era molto grande, ma accogliente, luci soffuse, e una musica cubana che aumentava la voglia di lanciarsi in pista. Confesso che all'inizio mi sentivo un pò a disagio. Erano tutti più grandi di me, a loro agio nel loro tavolo. Dovevo disinibirmi, e ad aiutarmi c'era un bicchiere di gin che mi attendeva. Primo ballo, per fortuna c'era Claudio accanto a me. Secondo ballo. Terzo. Quarto. A dire il vero ho peso il conto. Tra un ballo e un'altro cercavo Giovanni, ogni tanto lo perdevo, e quando lo ritrovavo o guardava il cellulare o ballava con qualche ragazza. Pausa sigaretta. Ero piuttosto stanca e sudata, ma felice. Eravamo sul divano. Stavo finendo il mio drink quando parte una bachata molto romantica ma sensuale. Giovanni mi guarda, mi prende la mano, e mi conduce in pista. Eccolo. Quel momento straordinario, quando sentivo il suo profumo, quando i nostri corpi si muovevano a tempo, quando i suoi occhi incrociavano i miei. Dio mio avrei voluto che quella canzone durasse per sempre. Eravamo solo io e lui, al buio, intorno a noi non c'era nulla, eravamo isolati, a contatto. Meglio della nicotina. Del gin. Del cioccolato. Del sesso. Si era come se stessimo facendo l'amore, solo che era meglio. Ma poi, come tutti i momenti belli, finì. Mi diede un bacio sulla fronte, e le nostre strade si divisero. La serata terminò in fretta tra una salsa con qualche sconosciuto e una sigaretta. Arrivò mio padre. E prima che Cenerentola fuggisse via doveva almeno dire ciao al suo principe azzurro. Così fu. Lo trovai, gli dissi che sarei andata via, mi dette un bacio, non troppo vicino alle labbra, ma neanche troppo lontano. Gli presi la mano, e ad ogni passo la lasciavo andare via.
Di certi momenti però ne senti la nostalgia, ma sei così felice che siano accaduti, che vale la pena che ti consumino.
Io, intanto, continuo a sognare cosa avremmo potuto essere.
-Libera.
domenica 23 marzo 2014
Save me.
Lo ammetto. Ci avevo pensato. A cosa ? Al fatto che il mio migliore amico si lasciasse con una delle mie migliori amiche. Ok, è vero, sono un fottutissimo cliché. E onestamente mi sento davvero in colpa. Non nego di non averci sperato anche solo per un attimo, ma adesso che è successo non riesco a perdonarmelo. Mi sento un'egoista... So che non è colpa mia ma non avrei mai voluto che accadesse. Mi chiederete perché...
So cosa significa vederlo soffrire. Vederlo piangere. Ha il mio stesso sguardo. Di richiesta d'aiuto. Di disperazione. Di smarrimento. Mettetevi nei miei panni. Più che stargli vicino, confortarlo, abbracciarlo, che posso fare ? Ho cercato di fare il possibile per farlo stare bene. Vorrei che fosse felice, sereno almeno. Perché poche persone se lo meritano davvero, e lui è una di quelle.
Un giorno mi chiese per quale motivo mi dessi tanto da fare per lui. In un primo momento pensai perché provassi qualcosa di più che un'amicizia... Ma poi mi resi conto che eravamo sulla stessa barca. Avrei voluto che qualcuno facesse lo stesso con me. Qualcuno che mi desse una parola di conforto, un abbraccio, qualcuno che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene. Qualcuno che mi salvasse. Perché da sola non sono capace. E se non posso salvare me stessa, posso almeno provare a salvare lui.
So cosa significa vederlo soffrire. Vederlo piangere. Ha il mio stesso sguardo. Di richiesta d'aiuto. Di disperazione. Di smarrimento. Mettetevi nei miei panni. Più che stargli vicino, confortarlo, abbracciarlo, che posso fare ? Ho cercato di fare il possibile per farlo stare bene. Vorrei che fosse felice, sereno almeno. Perché poche persone se lo meritano davvero, e lui è una di quelle.
Un giorno mi chiese per quale motivo mi dessi tanto da fare per lui. In un primo momento pensai perché provassi qualcosa di più che un'amicizia... Ma poi mi resi conto che eravamo sulla stessa barca. Avrei voluto che qualcuno facesse lo stesso con me. Qualcuno che mi desse una parola di conforto, un abbraccio, qualcuno che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene. Qualcuno che mi salvasse. Perché da sola non sono capace. E se non posso salvare me stessa, posso almeno provare a salvare lui.
-Libera.
domenica 16 marzo 2014
Cosa avrei dovuto dirti...
[..] Finché una sera non decisi di prendere il computer in mano e scrivergli una mail, cosa che volevo fare ormai da tempo ma di cui non ne avevo ancora avuto il coraggio.
"Ciao, come stai, dove sei, che stai facendo... Ti va un caffè ? Mi hai mai pensata ? Perché non mi hai più chiamata... Ho così tante cose da dirti. Perché all'improvviso hai deciso di dimenticarmi, di non volermi più al tuo fianco, di non volermi più nella tua vita. Dove sei, cosa stai facendo, a cosa stai pensando... Forse tutto ciò che eravamo non era poi così giusto, tu hai smesso di esserci, io no. Forse tutto ciò di cui avevamo bisogno era un'alibi per amarci. E allora avresti dovuto dare un senso ai nostri baci, ai nostri sguardi, alle nostre parole. Ti giuro che ci ho sperato con tutto il cuore. Avremmo dovuto tentare, fallire ma riprovarci ancora perchè ne sarebbe valsa la pena. Perchè ti avrei amato con tutta la pazzia della mia anima.
Dove sei.. Che stai facendo.. A chi stai pensando.. Ti aspetto, aspetto una tua risposta. Con affetto, tua L.
-Libera.
"Ciao, come stai, dove sei, che stai facendo... Ti va un caffè ? Mi hai mai pensata ? Perché non mi hai più chiamata... Ho così tante cose da dirti. Perché all'improvviso hai deciso di dimenticarmi, di non volermi più al tuo fianco, di non volermi più nella tua vita. Dove sei, cosa stai facendo, a cosa stai pensando... Forse tutto ciò che eravamo non era poi così giusto, tu hai smesso di esserci, io no. Forse tutto ciò di cui avevamo bisogno era un'alibi per amarci. E allora avresti dovuto dare un senso ai nostri baci, ai nostri sguardi, alle nostre parole. Ti giuro che ci ho sperato con tutto il cuore. Avremmo dovuto tentare, fallire ma riprovarci ancora perchè ne sarebbe valsa la pena. Perchè ti avrei amato con tutta la pazzia della mia anima.
Dove sei.. Che stai facendo.. A chi stai pensando.. Ti aspetto, aspetto una tua risposta. Con affetto, tua L.
-Libera.
venerdì 14 marzo 2014
E io ? Chi sono ?
Quello che mi chiedo è che se mi riflettessi in quella pozzanghera, riuscirei a vedere me stessa ? Sono davvero sicura di aver capito cosa voglio ? Mettiamo ipoteticamente che la risposta sia no, c'è un trucco per capirlo ? Ho bisogno di capire chi sono davvero. Se sono capace di scegliere. Se ho qualche speranza di vittoria. Anche se ultimamente è diventato un optional... Ma cosa principale, ho bisogno di lezioni per imparare a dimenticarti. Perché ti guardo, ripenso a tutto ciò che ho messo da parte, ti riguardo, e mi rendo conto che non riesco a mettere via te.
Ho perso la sanità mentale. Lo ammetto. Non sono più sana, e non sto capendo più un cazzo.
Help.
Ho perso la sanità mentale. Lo ammetto. Non sono più sana, e non sto capendo più un cazzo.
Help.
-Libera.
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domenica 9 marzo 2014
Alle piccole cose che ci rendono felici...
Forse è il mio stato di insanità mentale, ma ho scoperto che bastano le piccole cose a farti stare bene. Come mangiare un cioccolatino della tua cioccolateria preferita (ok forse due). Vedere una puntata del tuo telefilm preferito (anche se la si è vista 10 volte). Truccarsi e vestirsi bene. Andare a casa di un amico e mangiare la pizza. Buona la pizza ! O ancora raccontare qualcosa di nuovo a due amici e ridere come dei pazzi. Andare in macchina con loro, sfottere quello che si vanta di saper guidare ma che fa spegnere la macchina dopo 10 metri. E poi è bello, vi giuro che è bello, ballare la salsa con uno dei tuoi migliori amici fuori, al gelo, con la musica al massimo, senza i cappotti che impediscono le giravolte, e non sapere i passi ma continuare a ballare perché lo spettacolo deve andare avanti. È fantastico, non saper giocare alla play station ma provarci lo stesso, e sbagliare, continuando a sbagliare, ridendo a crepapelle dei propri errori. Perché alcune sere ci vuole un caffè, con qualcuno che non vedi da tanto e chiacchierare per ore e ore, finendo un pacco di Merit.
Alla fine i pezzi si ricompongono da soli. Perché quando tutto non va, impari ad apprezzare al massimo le piccole cose che la vita ti regala gratuitamente. Tranne la pizza, ma per quella ne vale sempre la pena.
Alla fine i pezzi si ricompongono da soli. Perché quando tutto non va, impari ad apprezzare al massimo le piccole cose che la vita ti regala gratuitamente. Tranne la pizza, ma per quella ne vale sempre la pena.
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giovedì 6 marzo 2014
E se tutto andasse in pezzi ?
Avere 17 anni fa schifo. Essere un'adolescente fa schifo. Essere una ragazza fa schifo. Credevo che toccando il fondo si potesse risalire. Invece no. Ho scoperto che si può sprofondare ancora.
Perché a volte quando si cerca di rimettere insieme i pezzi passa qualcuno che li distrugge.
Come se stessi costruendo una torre. Ci metti impegno, sacrificio, lavoro, ottimismo. Poi qualcuno, senza ritegno, non curandosene, vi fa esplodere una bomba. Oppure come quando eri piccola e il bulletto di turno di distrugge il castello di sabbia che stavi costruendo con tanto amore. Rimani delusa, umiliata, amareggiata. Ma non importa. Si puliscono le macerie, e si ricomincia daccapo. Magari da un'altra parte.
Perchè non si è mai troppo vecchi per ricominciare, per sperare.
Anche se adesso è dura. Qui serve un consiglio. Ma non basta un amico. Un prete. Un professore. Qui serve un esorcista.
-Libera.
Perché a volte quando si cerca di rimettere insieme i pezzi passa qualcuno che li distrugge.
Come se stessi costruendo una torre. Ci metti impegno, sacrificio, lavoro, ottimismo. Poi qualcuno, senza ritegno, non curandosene, vi fa esplodere una bomba. Oppure come quando eri piccola e il bulletto di turno di distrugge il castello di sabbia che stavi costruendo con tanto amore. Rimani delusa, umiliata, amareggiata. Ma non importa. Si puliscono le macerie, e si ricomincia daccapo. Magari da un'altra parte.
Perchè non si è mai troppo vecchi per ricominciare, per sperare.
Anche se adesso è dura. Qui serve un consiglio. Ma non basta un amico. Un prete. Un professore. Qui serve un esorcista.
-Libera.
mercoledì 5 marzo 2014
È successo tutto in quella macchina.
Salii in macchina e cominciai: "Ci tenevo a dirti quello che penso. Sarò breve.
L'altro giorno sono rimasta in silenzio perché onestamente non sapevo cosa dire. Forse me l'aspettavo, ma una parte di me non se ne voleva convincere, perché ci speravo. E non mi vergogno a dirtelo, tu mi piaci. Ammetto che dopo settimane e settimane di baci, sguardi e richieste di appuntamenti ci ho sperato.
Questi mesi sono stati piuttosto difficili, i miei nervi sono stati messi a dura prova e adesso, in un certo senso cerco il mio riscatto, la mia possibilità, la mia soddisfazione. Volevo essere io a salvarti dai tuoi pensieri."
"Mi dispiace."
Mi bació, come se non ce ne fossero stati altri. Scesi dalla macchina, mi accesi una sigaretta, e cominciai a compiangere me stessa.
L'altro giorno sono rimasta in silenzio perché onestamente non sapevo cosa dire. Forse me l'aspettavo, ma una parte di me non se ne voleva convincere, perché ci speravo. E non mi vergogno a dirtelo, tu mi piaci. Ammetto che dopo settimane e settimane di baci, sguardi e richieste di appuntamenti ci ho sperato.
Questi mesi sono stati piuttosto difficili, i miei nervi sono stati messi a dura prova e adesso, in un certo senso cerco il mio riscatto, la mia possibilità, la mia soddisfazione. Volevo essere io a salvarti dai tuoi pensieri."
"Mi dispiace."
Mi bació, come se non ce ne fossero stati altri. Scesi dalla macchina, mi accesi una sigaretta, e cominciai a compiangere me stessa.
-Libera.
martedì 4 marzo 2014
Vi è mai capitato di...
Avete presente l'urto che scatta in voi quando un ragazzo, dopo tanti casini, vi dice "No scusa non ho testa"? Esatto quella voglia di stritolarlo dopo che per mesi vi ha tenute appese ad un filo con bacetti e promesse varie. E voi ovviamente ci speravate. Questo post è dedicato a voi che, come me, avete perso il sonno ripensando a ciò che avreste potuto essere. Lo ammetto sono incazzata, delusa, amareggiata. Forse per averci creduto, forse per aver aspettato troppo. Fatto sta che anche questa volta è andata male... L'ennesima. Ne la prima ne l'ultima. E ovviamente ogni ragazzo per cui provo un minimo di interesse se ne va, sparisce dalla mia vista perché magari me l'ha fottuto un'altra, o perché ha problemi per fatti suoi, o perché non gli piaccio abbastanza... E a questo punto mi chiedo... Cosa c'è che non va in me ? Qual'è il mio problema ? Non sono abbastanza bella ? Sono antipatica ? Sono un'oca ? Non ho valori ?
Io qui continuo ad aver bisogno di un eroe. O semplicemente di andarmene e di cambiare vita. Perché sono stanca di correre dietro a qualcosa che non raggiungerò mai.
Se mai qualcuno leggesse questo post beh... Mi racconti dei suoi problemi, sarei felice di aiutarlo.
Io qui continuo ad aver bisogno di un eroe. O semplicemente di andarmene e di cambiare vita. Perché sono stanca di correre dietro a qualcosa che non raggiungerò mai.
Se mai qualcuno leggesse questo post beh... Mi racconti dei suoi problemi, sarei felice di aiutarlo.
-Libera.
venerdì 28 febbraio 2014
Haute Couture.
Per chi, come me, ha bisogno di qualche pillola di Haute Couture per curare le necessità di ispirazione. Per chi ha bisogno di sognare e di perdersi in strass e tagli onirici.
-Libera.
giovedì 27 febbraio 2014
Last night...
Erano le 20 e 30 di venerdì sera.
Le ultime due gocce di colonia e una sistemata alla giacca. Ero
pronto per passare una delle serate più incredibili della mia vita. L'ultima
volta che l'ho vista, le ho lasciato un invito per la mostra di quadri di quella
pittrice che aveva tanto apprezzato. Ci siamo dati appuntamento direttamente al
loft a causa di un aperitivo col “fidanzato”, se così possiamo chiamarlo.
Un Martini. Due chiacchiere con coloro che sembravano sicuri
di cosa stessero parlando mentre io mi fingevo interessato. La loro voce
risuonava lontana, noiosa, riuscivo a sentirli ma non ad ascoltarli. Un altro
Martini.
L'orologio segnava le 22.
Neanche il tempo di ordinare il terzo cocktail per
vivacizzare la serata che vibra il cellulare.
Era lei che mi aspettava fuori al parcheggio.
Era appoggiata alla macchina, in un tubino nero, così
aderente che lasciava poco spazio all'immaginazione. Una sensualità celata da
un pezzo di stoffa che ho sperato tutta la sera di strappare via. Il tacco in
vernice non era il solo che faceva crescere il sex appeal, il suo rossetto era
rosso, come il mio sangue che scorreva più veloce alla sua vista. I battiti
acceleravano quando si avvicinava e il suo profumo mi inebriava. Eravamo giovani,
liberi, nulla ci poteva ostacolare. Dovevamo essere egoisti e pensare a noi
stessi, ai nostri istinti. E se l'istinto ci diceva di chiuderci in macchina o
nel bagno, dovevamo farlo.
-Libera.
martedì 25 febbraio 2014
Come sarebbe andata se...?
Ero in macchina con mio padre mentre tornavamo a casa.
Ad un certo punto mi racconta uno dei soliti aneddoti di quando era giovane.
"Una volta ero sotto casa del mio migliore amico, erano le 4 e ci stavamo fumando l'ultima sigaretta. Lui mi chiese di accompagnarlo a Roma, rimasi stupito, e quando gli domandai il perché mi disse che voleva andare a trovare una ragazza che aveva conosciuto in vacanza. Credevo stesse scherzando, ma decisi di aiutarlo quando mi spiegò che si trattava di una ragazza dieci anni più giovane che non era riuscito a dimenticare. Fatto sta che partimmo e aspettammo un'ora sotto casa sua nella speranza di vederla scendere. Fu folle, e io più di lui perché lo assecondai !
Io: E perché non le ha citofonato ?
Lui: Forse perché si imbarazzava; non sapeva cosa dirle e poi conosceva i suoi genitori."
Allora a questo punto posso solo chiedermi... Cosa sarebbe successo se...?
E voi ve lo siete mai chiesto ?
Come sarebbe andata se non foste mai saliti su quel treno; se aveste aspettato ancora 5 minuti; se foste arrivate 5 minuti prima; se aveste detto ciò che pensavate; se aveste studiato un pò di più; se aveste mandato quel messaggio; se non vi foste scontrati in quel corridoio; se i vostri amici non ve l'avrebbero presentato/a; se non foste mai andati a quella festa; se non foste saliti su quella macchina.
Ci pensate mai ?
Io si, e mi rendo conto che è tutto un gioco del destino, noi siamo le sue pedine, costrette a muoverci come ci comanda, senza darci la possibilità di cambiare il progetto disegnato esclusivamente per noi.
-Libera.
Ad un certo punto mi racconta uno dei soliti aneddoti di quando era giovane.
"Una volta ero sotto casa del mio migliore amico, erano le 4 e ci stavamo fumando l'ultima sigaretta. Lui mi chiese di accompagnarlo a Roma, rimasi stupito, e quando gli domandai il perché mi disse che voleva andare a trovare una ragazza che aveva conosciuto in vacanza. Credevo stesse scherzando, ma decisi di aiutarlo quando mi spiegò che si trattava di una ragazza dieci anni più giovane che non era riuscito a dimenticare. Fatto sta che partimmo e aspettammo un'ora sotto casa sua nella speranza di vederla scendere. Fu folle, e io più di lui perché lo assecondai !
Io: E perché non le ha citofonato ?
Lui: Forse perché si imbarazzava; non sapeva cosa dirle e poi conosceva i suoi genitori."
Allora a questo punto posso solo chiedermi... Cosa sarebbe successo se...?
E voi ve lo siete mai chiesto ?
Come sarebbe andata se non foste mai saliti su quel treno; se aveste aspettato ancora 5 minuti; se foste arrivate 5 minuti prima; se aveste detto ciò che pensavate; se aveste studiato un pò di più; se aveste mandato quel messaggio; se non vi foste scontrati in quel corridoio; se i vostri amici non ve l'avrebbero presentato/a; se non foste mai andati a quella festa; se non foste saliti su quella macchina.
Ci pensate mai ?
Io si, e mi rendo conto che è tutto un gioco del destino, noi siamo le sue pedine, costrette a muoverci come ci comanda, senza darci la possibilità di cambiare il progetto disegnato esclusivamente per noi.
-Libera.
domenica 23 febbraio 2014
Boys, please.
I ragazzi. Dicono che noi donne siamo strane e complicate. Ma loro hanno mai provato a stare con qualcuno dello stesso sesso ? Esistono tante tipologie di ragazzi: i pervertiti, quelli che pensano solo al sesso, e hanno una vagina tatuata nel cervello; quelli che se la tirano, solitamente di bell'aspetto ma pienamente consapevoli di ciò, che amano farsi desiderare e farti credere che sarai la sua prossima preda, quando in realtà sei solo una "cara amica"; poi ci sono quei ragazzi timidi, solitamente bruttini, che tu reputi solo amici a cui non hai mai dato speranze, ma tranquille ragazze, loro non si danno per vinti; e poi c'è quel ragazzo fantastico, intelligente, generoso, che sa sempre cosa dire...IL MIGLIORE AMICO. La vostra amicizia dura da anni, sapete tutto l'un dell'altro, condividete interessi e conversazioni. E' colui che sa capirti, consigliarti e incoraggiarti, ma che ovviamente è fidanzato, generalmente con una delle tue migliori amiche, e per qualche strano scherzo del destino, non è mai più figa di te. E ultimi ma non meno importanti, i ragazzi INDECISI. Se non fosse immorale o illegale, chiuderei questa tipologia di ragazzi in una gabbia con le tigri. Perchè non è possibile che un ragazzo non sappia decidersi su cosa voglia. E' letteralmente e fastidiosamente irritante, urticante, seccante (non so se rendo l'idea) che un ragazzo debba tenerti per tempo indeterminato appesa un filo. Maschi, l'attesa è straziante ! Non potete tenere il piede in due scarpe, dovete decidere cosa volete, perchè noi donne, per quanto possiamo essere pazienti o innamorate, beh, svalvoliamo !! Donne ricordate, non aspettate troppo, decidete voi per lui, perchè potreste perdervi tanto, il che non ne vale assolutamente la pena.
-Libera.
-Libera.
sabato 22 febbraio 2014
Un solo mondo, un solo cuore.
Diversi. E’ quello che
diciamo di essere quando parliamo di chi non è tarantino o italiano o europeo.
E’ giusto pensare ad una diversità dal punto di vista linguistico, religioso e
culturale: ognuno ha il suo modo di vivere e di pensare. Ma non dimentichiamoci
che siamo tutti cittadini del mondo. E’ la disuguaglianza a rendere straordinario
il pianeta. Ma se ci soffermiamo un attimo a pensare, ci rendiamo conto che
indipendentemente dalla nostra città, tutti i pensieri che ci passano per la
testa sono gli stessi: cosa mangiare, quanto lavoro si ha da fare, ricordarsi
di passare un po’ di tempo con un caro amico, dare un bacio a qualcuno che si
ama. Indipendentemente dal colore della nostra pelle, ogni bisogno, ogni
passione, ogni sentimento come l’amore e la tolleranza, appartengono a tutti.
Ecco, parlando di tolleranza, non intendo il livello di sopportazione nei
confronti del nostro capo o del nostro partner, ma il rispetto per le idee e il
confronto con gli altri. A parer mio il livello massimo di tolleranza e di
umiltà si raggiunge non solo leggendo, ma anche viaggiando. E credetemi se vi
dico che viaggiare apre la mente. Siate assetati di quella conoscenza tangibile
che spesso non è possibile ricercare neanche in un giornale. E allora dobbiamo
prendere esempio da Ulisse e dai suoi compagni, che dopo “un’orazion picciola”
hanno ritrovato la vecchia sete di conoscenza che li ha spinti ad intraprendere
e continuare quel viaggio. E se il nostro destino fosse poi quello di rimanere
legati alla nostra Itaca, va bene comunque, perché al ritorno da un’avventura
si è certamente più ricchi di prima, culturalmente parlando. Viaggiate,
cambiate aria, non rimanete legati alle vostri convinzioni. Espandete i vostri
orizzonti. Combattete il razzismo. Sorridete a chi non è come voi. Liberatevi
dalla schiavitù mentale. Eliminate i pregiudizi, imparate a rispettare chi ha
una diversa nazionalità, un’altra sfumatura sul colore della pelle, un’altra
religiosità, una differente sessualità. L’intransigenza è il sommo male, che conduce
a guerre e dolore.
Viaggiate: perché non conosco
sensazione migliore che ascoltare la storia di chi non è poi così diverso da
noi.
-Libera.
-Libera.
venerdì 21 febbraio 2014
AAA: Cercasi eroe che salvi donzella in difficoltà.
Ci sono persone che dal nulla cominciano a fidarsi di me, raccontando i loro pensieri più intimi, segreti compromettenti, che avrei potuto tranquillamente usare per raggiungere i miei scopi. E allora ho pensato: "perfetto, è l'occasione giusta, posso finalmente ottenere ciò che ho sempre voluto". E' facile pensarlo. E' facile dirlo. Ma non è facile farlo. Forse perchè mi piace considerarmi diversa, migliore. O forse perchè credo nel Karma, avete presente no ? Quella legge di causa-effetto che ci ricorda che alla fine raccogliamo tutto ciò che seminiamo. Bene, io ero convinta che quella buona azione sarebbe tornata indietro. Ho sperimentato ma nulla. E allora ditemi che senso ha... Ricordatemi perchè lo faccio. Perchè metto al primo posto una coscienza che tende ad essere immacolata. Probabilmente macchiata da un amore impossibile verso chi si vuole proteggere, verso chi si ha paura di ferire. Lo stesso che provo per colui che è sempre stato lì, davanti a me, ma che non mi ha mai guardata. Lo stesso che impersonava il mio eroe. L'unico in grado di salvarmi. Colui che aveva sempre la cosa giusta da dire, con cui non potevo fare a meno di parlare, che non potevo evitare di guardare, anche se ogni sguardo ricambiato faceva tornare in mente quei segreti. Ma restavo in silenzio e lo guardavo, come se stesse per cadere a pezzi. Lo guardavo per salvarlo. E ce l'ho fatta. Non ho salvato me stessa, ma almeno lui.
Io intanto mi godo lo spettacolo dall'esterno. E in questo momento faccio un appello a tutti gli eroi: qui donzella in difficoltà. Perchè a volte il principe se ne va con la principessa sbagliata.
-Libera.
Io intanto mi godo lo spettacolo dall'esterno. E in questo momento faccio un appello a tutti gli eroi: qui donzella in difficoltà. Perchè a volte il principe se ne va con la principessa sbagliata.
-Libera.
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