Inaspettato. Quasi incredibile. Quel momento in cui le aspettative combaciano con la realtà. Come i nostri corpi, come le nostre mani, come i nostri visi. Quello che mi chiedo è se sia stato solo un attimo di sollievo tra un insuccesso e l'altro. O se il lieto fine esiste davvero.
E' successo venerdì sera. Una delle notti migliori della mia vita. Mi sono sentita più adulta. Grande. Matura. Libera. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto prima. Qualcosa che solitamente una 17enne non fa. Erano le 11 e mezza. L'attesa aumentava, il battito del cuore anche. Avevo un presentimento, parecchie aspettative. Eravamo io e Claudio ad attendere quella macchina, finalmente dopo un quarto d'ora di insopportabile tic tac-tic tac ci portò a destinazione. Ma il destino si sa, è imprevedibile. Durante il tragitto ci fermammo a prendere un amico. E ovviamente quell'amico era lui. Giovanni. Il mio istruttore di box. Colui a cui ho dedicato la metà delle mie pagine. Metà delle mie giornate. La totalità dei miei pensieri. Lui, bello, 10 anni più di me. Lo ammetto, la mia speranza sfocia nell'illusione che porta ad un abbandonante autolesionismo. Era incredulo, semplicemente non si aspettava di vedermi. Quando rimanemmo soli dalla macchina, Giovanni mi guardò, mi scostò i capelli, e mi chiese più volte se Claudio fosse il mio ragazzo. Gli assicurai di no, ma avrei voluto aggiungere che pensavo ancora lui, solo a lui. Arrivati al locale entrammo. Non era molto grande, ma accogliente, luci soffuse, e una musica cubana che aumentava la voglia di lanciarsi in pista. Confesso che all'inizio mi sentivo un pò a disagio. Erano tutti più grandi di me, a loro agio nel loro tavolo. Dovevo disinibirmi, e ad aiutarmi c'era un bicchiere di gin che mi attendeva. Primo ballo, per fortuna c'era Claudio accanto a me. Secondo ballo. Terzo. Quarto. A dire il vero ho peso il conto. Tra un ballo e un'altro cercavo Giovanni, ogni tanto lo perdevo, e quando lo ritrovavo o guardava il cellulare o ballava con qualche ragazza. Pausa sigaretta. Ero piuttosto stanca e sudata, ma felice. Eravamo sul divano. Stavo finendo il mio drink quando parte una bachata molto romantica ma sensuale. Giovanni mi guarda, mi prende la mano, e mi conduce in pista. Eccolo. Quel momento straordinario, quando sentivo il suo profumo, quando i nostri corpi si muovevano a tempo, quando i suoi occhi incrociavano i miei. Dio mio avrei voluto che quella canzone durasse per sempre. Eravamo solo io e lui, al buio, intorno a noi non c'era nulla, eravamo isolati, a contatto. Meglio della nicotina. Del gin. Del cioccolato. Del sesso. Si era come se stessimo facendo l'amore, solo che era meglio. Ma poi, come tutti i momenti belli, finì. Mi diede un bacio sulla fronte, e le nostre strade si divisero. La serata terminò in fretta tra una salsa con qualche sconosciuto e una sigaretta. Arrivò mio padre. E prima che Cenerentola fuggisse via doveva almeno dire ciao al suo principe azzurro. Così fu. Lo trovai, gli dissi che sarei andata via, mi dette un bacio, non troppo vicino alle labbra, ma neanche troppo lontano. Gli presi la mano, e ad ogni passo la lasciavo andare via.
Di certi momenti però ne senti la nostalgia, ma sei così felice che siano accaduti, che vale la pena che ti consumino.
Io, intanto, continuo a sognare cosa avremmo potuto essere.
-Libera.
domenica 30 marzo 2014
domenica 23 marzo 2014
Save me.
Lo ammetto. Ci avevo pensato. A cosa ? Al fatto che il mio migliore amico si lasciasse con una delle mie migliori amiche. Ok, è vero, sono un fottutissimo cliché. E onestamente mi sento davvero in colpa. Non nego di non averci sperato anche solo per un attimo, ma adesso che è successo non riesco a perdonarmelo. Mi sento un'egoista... So che non è colpa mia ma non avrei mai voluto che accadesse. Mi chiederete perché...
So cosa significa vederlo soffrire. Vederlo piangere. Ha il mio stesso sguardo. Di richiesta d'aiuto. Di disperazione. Di smarrimento. Mettetevi nei miei panni. Più che stargli vicino, confortarlo, abbracciarlo, che posso fare ? Ho cercato di fare il possibile per farlo stare bene. Vorrei che fosse felice, sereno almeno. Perché poche persone se lo meritano davvero, e lui è una di quelle.
Un giorno mi chiese per quale motivo mi dessi tanto da fare per lui. In un primo momento pensai perché provassi qualcosa di più che un'amicizia... Ma poi mi resi conto che eravamo sulla stessa barca. Avrei voluto che qualcuno facesse lo stesso con me. Qualcuno che mi desse una parola di conforto, un abbraccio, qualcuno che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene. Qualcuno che mi salvasse. Perché da sola non sono capace. E se non posso salvare me stessa, posso almeno provare a salvare lui.
So cosa significa vederlo soffrire. Vederlo piangere. Ha il mio stesso sguardo. Di richiesta d'aiuto. Di disperazione. Di smarrimento. Mettetevi nei miei panni. Più che stargli vicino, confortarlo, abbracciarlo, che posso fare ? Ho cercato di fare il possibile per farlo stare bene. Vorrei che fosse felice, sereno almeno. Perché poche persone se lo meritano davvero, e lui è una di quelle.
Un giorno mi chiese per quale motivo mi dessi tanto da fare per lui. In un primo momento pensai perché provassi qualcosa di più che un'amicizia... Ma poi mi resi conto che eravamo sulla stessa barca. Avrei voluto che qualcuno facesse lo stesso con me. Qualcuno che mi desse una parola di conforto, un abbraccio, qualcuno che mi dicesse che sarebbe andato tutto bene. Qualcuno che mi salvasse. Perché da sola non sono capace. E se non posso salvare me stessa, posso almeno provare a salvare lui.
-Libera.
domenica 16 marzo 2014
Cosa avrei dovuto dirti...
[..] Finché una sera non decisi di prendere il computer in mano e scrivergli una mail, cosa che volevo fare ormai da tempo ma di cui non ne avevo ancora avuto il coraggio.
"Ciao, come stai, dove sei, che stai facendo... Ti va un caffè ? Mi hai mai pensata ? Perché non mi hai più chiamata... Ho così tante cose da dirti. Perché all'improvviso hai deciso di dimenticarmi, di non volermi più al tuo fianco, di non volermi più nella tua vita. Dove sei, cosa stai facendo, a cosa stai pensando... Forse tutto ciò che eravamo non era poi così giusto, tu hai smesso di esserci, io no. Forse tutto ciò di cui avevamo bisogno era un'alibi per amarci. E allora avresti dovuto dare un senso ai nostri baci, ai nostri sguardi, alle nostre parole. Ti giuro che ci ho sperato con tutto il cuore. Avremmo dovuto tentare, fallire ma riprovarci ancora perchè ne sarebbe valsa la pena. Perchè ti avrei amato con tutta la pazzia della mia anima.
Dove sei.. Che stai facendo.. A chi stai pensando.. Ti aspetto, aspetto una tua risposta. Con affetto, tua L.
-Libera.
"Ciao, come stai, dove sei, che stai facendo... Ti va un caffè ? Mi hai mai pensata ? Perché non mi hai più chiamata... Ho così tante cose da dirti. Perché all'improvviso hai deciso di dimenticarmi, di non volermi più al tuo fianco, di non volermi più nella tua vita. Dove sei, cosa stai facendo, a cosa stai pensando... Forse tutto ciò che eravamo non era poi così giusto, tu hai smesso di esserci, io no. Forse tutto ciò di cui avevamo bisogno era un'alibi per amarci. E allora avresti dovuto dare un senso ai nostri baci, ai nostri sguardi, alle nostre parole. Ti giuro che ci ho sperato con tutto il cuore. Avremmo dovuto tentare, fallire ma riprovarci ancora perchè ne sarebbe valsa la pena. Perchè ti avrei amato con tutta la pazzia della mia anima.
Dove sei.. Che stai facendo.. A chi stai pensando.. Ti aspetto, aspetto una tua risposta. Con affetto, tua L.
-Libera.
venerdì 14 marzo 2014
E io ? Chi sono ?
Quello che mi chiedo è che se mi riflettessi in quella pozzanghera, riuscirei a vedere me stessa ? Sono davvero sicura di aver capito cosa voglio ? Mettiamo ipoteticamente che la risposta sia no, c'è un trucco per capirlo ? Ho bisogno di capire chi sono davvero. Se sono capace di scegliere. Se ho qualche speranza di vittoria. Anche se ultimamente è diventato un optional... Ma cosa principale, ho bisogno di lezioni per imparare a dimenticarti. Perché ti guardo, ripenso a tutto ciò che ho messo da parte, ti riguardo, e mi rendo conto che non riesco a mettere via te.
Ho perso la sanità mentale. Lo ammetto. Non sono più sana, e non sto capendo più un cazzo.
Help.
Ho perso la sanità mentale. Lo ammetto. Non sono più sana, e non sto capendo più un cazzo.
Help.
-Libera.
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domenica 9 marzo 2014
Alle piccole cose che ci rendono felici...
Forse è il mio stato di insanità mentale, ma ho scoperto che bastano le piccole cose a farti stare bene. Come mangiare un cioccolatino della tua cioccolateria preferita (ok forse due). Vedere una puntata del tuo telefilm preferito (anche se la si è vista 10 volte). Truccarsi e vestirsi bene. Andare a casa di un amico e mangiare la pizza. Buona la pizza ! O ancora raccontare qualcosa di nuovo a due amici e ridere come dei pazzi. Andare in macchina con loro, sfottere quello che si vanta di saper guidare ma che fa spegnere la macchina dopo 10 metri. E poi è bello, vi giuro che è bello, ballare la salsa con uno dei tuoi migliori amici fuori, al gelo, con la musica al massimo, senza i cappotti che impediscono le giravolte, e non sapere i passi ma continuare a ballare perché lo spettacolo deve andare avanti. È fantastico, non saper giocare alla play station ma provarci lo stesso, e sbagliare, continuando a sbagliare, ridendo a crepapelle dei propri errori. Perché alcune sere ci vuole un caffè, con qualcuno che non vedi da tanto e chiacchierare per ore e ore, finendo un pacco di Merit.
Alla fine i pezzi si ricompongono da soli. Perché quando tutto non va, impari ad apprezzare al massimo le piccole cose che la vita ti regala gratuitamente. Tranne la pizza, ma per quella ne vale sempre la pena.
Alla fine i pezzi si ricompongono da soli. Perché quando tutto non va, impari ad apprezzare al massimo le piccole cose che la vita ti regala gratuitamente. Tranne la pizza, ma per quella ne vale sempre la pena.
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giovedì 6 marzo 2014
E se tutto andasse in pezzi ?
Avere 17 anni fa schifo. Essere un'adolescente fa schifo. Essere una ragazza fa schifo. Credevo che toccando il fondo si potesse risalire. Invece no. Ho scoperto che si può sprofondare ancora.
Perché a volte quando si cerca di rimettere insieme i pezzi passa qualcuno che li distrugge.
Come se stessi costruendo una torre. Ci metti impegno, sacrificio, lavoro, ottimismo. Poi qualcuno, senza ritegno, non curandosene, vi fa esplodere una bomba. Oppure come quando eri piccola e il bulletto di turno di distrugge il castello di sabbia che stavi costruendo con tanto amore. Rimani delusa, umiliata, amareggiata. Ma non importa. Si puliscono le macerie, e si ricomincia daccapo. Magari da un'altra parte.
Perchè non si è mai troppo vecchi per ricominciare, per sperare.
Anche se adesso è dura. Qui serve un consiglio. Ma non basta un amico. Un prete. Un professore. Qui serve un esorcista.
-Libera.
Perché a volte quando si cerca di rimettere insieme i pezzi passa qualcuno che li distrugge.
Come se stessi costruendo una torre. Ci metti impegno, sacrificio, lavoro, ottimismo. Poi qualcuno, senza ritegno, non curandosene, vi fa esplodere una bomba. Oppure come quando eri piccola e il bulletto di turno di distrugge il castello di sabbia che stavi costruendo con tanto amore. Rimani delusa, umiliata, amareggiata. Ma non importa. Si puliscono le macerie, e si ricomincia daccapo. Magari da un'altra parte.
Perchè non si è mai troppo vecchi per ricominciare, per sperare.
Anche se adesso è dura. Qui serve un consiglio. Ma non basta un amico. Un prete. Un professore. Qui serve un esorcista.
-Libera.
mercoledì 5 marzo 2014
È successo tutto in quella macchina.
Salii in macchina e cominciai: "Ci tenevo a dirti quello che penso. Sarò breve.
L'altro giorno sono rimasta in silenzio perché onestamente non sapevo cosa dire. Forse me l'aspettavo, ma una parte di me non se ne voleva convincere, perché ci speravo. E non mi vergogno a dirtelo, tu mi piaci. Ammetto che dopo settimane e settimane di baci, sguardi e richieste di appuntamenti ci ho sperato.
Questi mesi sono stati piuttosto difficili, i miei nervi sono stati messi a dura prova e adesso, in un certo senso cerco il mio riscatto, la mia possibilità, la mia soddisfazione. Volevo essere io a salvarti dai tuoi pensieri."
"Mi dispiace."
Mi bació, come se non ce ne fossero stati altri. Scesi dalla macchina, mi accesi una sigaretta, e cominciai a compiangere me stessa.
L'altro giorno sono rimasta in silenzio perché onestamente non sapevo cosa dire. Forse me l'aspettavo, ma una parte di me non se ne voleva convincere, perché ci speravo. E non mi vergogno a dirtelo, tu mi piaci. Ammetto che dopo settimane e settimane di baci, sguardi e richieste di appuntamenti ci ho sperato.
Questi mesi sono stati piuttosto difficili, i miei nervi sono stati messi a dura prova e adesso, in un certo senso cerco il mio riscatto, la mia possibilità, la mia soddisfazione. Volevo essere io a salvarti dai tuoi pensieri."
"Mi dispiace."
Mi bació, come se non ce ne fossero stati altri. Scesi dalla macchina, mi accesi una sigaretta, e cominciai a compiangere me stessa.
-Libera.
martedì 4 marzo 2014
Vi è mai capitato di...
Avete presente l'urto che scatta in voi quando un ragazzo, dopo tanti casini, vi dice "No scusa non ho testa"? Esatto quella voglia di stritolarlo dopo che per mesi vi ha tenute appese ad un filo con bacetti e promesse varie. E voi ovviamente ci speravate. Questo post è dedicato a voi che, come me, avete perso il sonno ripensando a ciò che avreste potuto essere. Lo ammetto sono incazzata, delusa, amareggiata. Forse per averci creduto, forse per aver aspettato troppo. Fatto sta che anche questa volta è andata male... L'ennesima. Ne la prima ne l'ultima. E ovviamente ogni ragazzo per cui provo un minimo di interesse se ne va, sparisce dalla mia vista perché magari me l'ha fottuto un'altra, o perché ha problemi per fatti suoi, o perché non gli piaccio abbastanza... E a questo punto mi chiedo... Cosa c'è che non va in me ? Qual'è il mio problema ? Non sono abbastanza bella ? Sono antipatica ? Sono un'oca ? Non ho valori ?
Io qui continuo ad aver bisogno di un eroe. O semplicemente di andarmene e di cambiare vita. Perché sono stanca di correre dietro a qualcosa che non raggiungerò mai.
Se mai qualcuno leggesse questo post beh... Mi racconti dei suoi problemi, sarei felice di aiutarlo.
Io qui continuo ad aver bisogno di un eroe. O semplicemente di andarmene e di cambiare vita. Perché sono stanca di correre dietro a qualcosa che non raggiungerò mai.
Se mai qualcuno leggesse questo post beh... Mi racconti dei suoi problemi, sarei felice di aiutarlo.
-Libera.
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