venerdì 28 febbraio 2014

Haute Couture.

Per chi, come me, ha bisogno di qualche pillola di Haute Couture per curare le necessità di ispirazione. Per chi ha bisogno di sognare e di perdersi in strass e tagli onirici.

-Libera.

giovedì 27 febbraio 2014

Last night...

Erano le 20 e 30 di venerdì sera.

Le ultime due gocce di colonia e una sistemata alla giacca. Ero pronto per passare una delle serate più incredibili della mia vita. L'ultima volta che l'ho vista, le ho lasciato un invito per la mostra di quadri di quella pittrice che aveva tanto apprezzato. Ci siamo dati appuntamento direttamente al loft a causa di un aperitivo col “fidanzato”, se così possiamo chiamarlo.
Un Martini. Due chiacchiere con coloro che sembravano sicuri di cosa stessero parlando mentre io mi fingevo interessato. La loro voce risuonava lontana, noiosa, riuscivo a sentirli ma non ad ascoltarli. Un altro Martini.

L'orologio segnava le 22.

Neanche il tempo di ordinare il terzo cocktail per vivacizzare la serata che vibra il cellulare.

Era lei che mi aspettava fuori al parcheggio.

Era appoggiata alla macchina, in un tubino nero, così aderente che lasciava poco spazio all'immaginazione. Una sensualità celata da un pezzo di stoffa che ho sperato tutta la sera di strappare via. Il tacco in vernice non era il solo che faceva crescere il sex appeal, il suo rossetto era rosso, come il mio sangue che scorreva più veloce alla sua vista. I battiti acceleravano quando si avvicinava e il suo profumo mi inebriava. Eravamo giovani, liberi, nulla ci poteva ostacolare. Dovevamo essere egoisti e pensare a noi stessi, ai nostri istinti. E se l'istinto ci diceva di chiuderci in macchina o nel bagno, dovevamo farlo.

-Libera.

martedì 25 febbraio 2014

Come sarebbe andata se...?

Ero in macchina con mio padre mentre tornavamo a casa.
Ad un certo punto mi racconta uno dei soliti aneddoti di quando era giovane.
"Una volta ero sotto casa del mio migliore amico, erano le 4 e ci stavamo fumando l'ultima sigaretta. Lui mi chiese di accompagnarlo a Roma, rimasi stupito, e quando gli domandai il perché mi disse che voleva andare a trovare una ragazza che aveva conosciuto in vacanza. Credevo stesse scherzando, ma decisi di aiutarlo quando mi spiegò che si trattava di una ragazza dieci anni più giovane che non era riuscito a dimenticare. Fatto sta che partimmo e aspettammo un'ora sotto casa sua nella speranza di vederla scendere. Fu folle, e io più di lui perché lo assecondai !
Io: E perché non le ha citofonato ?
Lui: Forse perché si imbarazzava; non sapeva cosa dirle e poi conosceva i suoi genitori."

Allora a questo punto posso solo chiedermi... Cosa sarebbe successo se...?


E voi ve lo siete mai chiesto ? 
Come sarebbe andata se non foste mai saliti su quel treno; se aveste aspettato ancora 5 minuti; se foste arrivate 5 minuti prima; se aveste detto ciò che pensavate; se aveste studiato un pò di più; se aveste mandato quel messaggio; se non vi foste scontrati in quel corridoio; se i vostri amici non ve l'avrebbero presentato/a; se non foste mai andati a quella festa; se non foste saliti su quella macchina.

Ci pensate mai ?
Io si, e mi rendo conto che è tutto un gioco del destino, noi siamo le sue pedine, costrette a muoverci come ci comanda, senza darci la possibilità di cambiare il progetto disegnato esclusivamente per noi.

-Libera.

domenica 23 febbraio 2014

Boys, please.

I ragazzi. Dicono che noi donne siamo strane e complicate. Ma loro hanno mai provato a stare con qualcuno dello stesso sesso ? Esistono tante tipologie di ragazzi: i pervertiti, quelli che pensano solo al sesso, e hanno una vagina tatuata nel cervello; quelli che se la tirano, solitamente di bell'aspetto ma pienamente consapevoli di ciò, che amano farsi desiderare e farti credere che sarai la sua prossima preda, quando in realtà sei solo una "cara amica"; poi ci sono quei ragazzi timidi, solitamente bruttini, che tu reputi solo amici a cui non hai mai dato speranze, ma tranquille ragazze, loro non si danno per vinti; e poi c'è quel ragazzo fantastico, intelligente, generoso, che sa sempre cosa dire...IL MIGLIORE AMICO. La vostra amicizia dura da anni, sapete tutto l'un dell'altro, condividete interessi e conversazioni. E' colui che sa capirti, consigliarti e incoraggiarti, ma che ovviamente è fidanzato, generalmente con una delle tue migliori amiche, e per qualche strano scherzo del destino, non è mai più figa di te. E ultimi ma non meno importanti, i ragazzi INDECISI. Se non fosse immorale o illegale, chiuderei questa tipologia di ragazzi in una gabbia con le tigri. Perchè non è possibile che un ragazzo non sappia decidersi su cosa voglia. E' letteralmente e fastidiosamente irritante, urticante, seccante (non so se rendo l'idea) che un ragazzo debba tenerti per tempo indeterminato appesa un filo. Maschi, l'attesa è straziante ! Non potete tenere il piede in due scarpe, dovete decidere cosa volete, perchè noi donne, per quanto possiamo essere pazienti o innamorate, beh, svalvoliamo !! Donne ricordate, non aspettate troppo, decidete voi per lui, perchè potreste perdervi tanto, il che non ne vale assolutamente la pena.

-Libera.

sabato 22 febbraio 2014

Un solo mondo, un solo cuore.

Diversi. E’ quello che diciamo di essere quando parliamo di chi non è tarantino o italiano o europeo. E’ giusto pensare ad una diversità dal punto di vista linguistico, religioso e culturale: ognuno ha il suo modo di vivere e di pensare. Ma non dimentichiamoci che siamo tutti cittadini del mondo. E’ la disuguaglianza a rendere straordinario il pianeta. Ma se ci soffermiamo un attimo a pensare, ci rendiamo conto che indipendentemente dalla nostra città, tutti i pensieri che ci passano per la testa sono gli stessi: cosa mangiare, quanto lavoro si ha da fare, ricordarsi di passare un po’ di tempo con un caro amico, dare un bacio a qualcuno che si ama. Indipendentemente dal colore della nostra pelle, ogni bisogno, ogni passione, ogni sentimento come l’amore e la tolleranza, appartengono a tutti. Ecco, parlando di tolleranza, non intendo il livello di sopportazione nei confronti del nostro capo o del nostro partner, ma il rispetto per le idee e il confronto con gli altri. A parer mio il livello massimo di tolleranza e di umiltà si raggiunge non solo leggendo, ma anche viaggiando. E credetemi se vi dico che viaggiare apre la mente. Siate assetati di quella conoscenza tangibile che spesso non è possibile ricercare neanche in un giornale. E allora dobbiamo prendere esempio da Ulisse e dai suoi compagni, che dopo “un’orazion picciola” hanno ritrovato la vecchia sete di conoscenza che li ha spinti ad intraprendere e continuare quel viaggio. E se il nostro destino fosse poi quello di rimanere legati alla nostra Itaca, va bene comunque, perché al ritorno da un’avventura si è certamente più ricchi di prima, culturalmente parlando. Viaggiate, cambiate aria, non rimanete legati alle vostri convinzioni. Espandete i vostri orizzonti. Combattete il razzismo. Sorridete a chi non è come voi. Liberatevi dalla schiavitù mentale. Eliminate i pregiudizi, imparate a rispettare chi ha una diversa nazionalità, un’altra sfumatura sul colore della pelle, un’altra religiosità, una differente sessualità. L’intransigenza è il sommo male, che conduce a guerre e dolore.


Viaggiate: perché non conosco sensazione migliore che ascoltare la storia di chi non è poi così diverso da noi.

-Libera.

venerdì 21 febbraio 2014

AAA: Cercasi eroe che salvi donzella in difficoltà.

Ci sono persone che dal nulla cominciano a fidarsi di me, raccontando i loro pensieri più intimi, segreti compromettenti, che avrei potuto tranquillamente usare per raggiungere i miei scopi. E allora ho pensato: "perfetto, è l'occasione giusta, posso finalmente ottenere ciò che ho sempre voluto". E' facile pensarlo. E' facile dirlo. Ma non è facile farlo. Forse perchè mi piace considerarmi diversa, migliore. O forse perchè credo nel Karma, avete presente no ? Quella legge di causa-effetto che ci ricorda che alla fine raccogliamo tutto ciò che seminiamo. Bene, io ero convinta che quella buona azione sarebbe tornata indietro. Ho sperimentato ma nulla. E allora ditemi che senso ha... Ricordatemi perchè lo faccio. Perchè metto al primo posto una coscienza che tende ad essere immacolata. Probabilmente macchiata da un amore impossibile verso chi si vuole proteggere, verso chi si ha paura di ferire. Lo stesso che provo per colui che è sempre stato lì, davanti a me, ma che non mi ha mai guardata. Lo stesso che impersonava il mio eroe. L'unico in grado di salvarmi. Colui che aveva sempre la cosa giusta da dire, con cui non potevo fare a meno di parlare, che non potevo evitare di guardare, anche se ogni sguardo ricambiato faceva tornare in mente quei segreti. Ma restavo in silenzio e lo guardavo, come se stesse per cadere a pezzi. Lo guardavo per salvarlo. E ce l'ho fatta. Non ho salvato me stessa, ma almeno lui.
Io intanto mi godo lo spettacolo dall'esterno. E in questo momento faccio un appello a tutti gli eroi: qui donzella in difficoltà. Perchè a volte il principe se ne va con la principessa sbagliata.

-Libera.