giovedì 27 febbraio 2014

Last night...

Erano le 20 e 30 di venerdì sera.

Le ultime due gocce di colonia e una sistemata alla giacca. Ero pronto per passare una delle serate più incredibili della mia vita. L'ultima volta che l'ho vista, le ho lasciato un invito per la mostra di quadri di quella pittrice che aveva tanto apprezzato. Ci siamo dati appuntamento direttamente al loft a causa di un aperitivo col “fidanzato”, se così possiamo chiamarlo.
Un Martini. Due chiacchiere con coloro che sembravano sicuri di cosa stessero parlando mentre io mi fingevo interessato. La loro voce risuonava lontana, noiosa, riuscivo a sentirli ma non ad ascoltarli. Un altro Martini.

L'orologio segnava le 22.

Neanche il tempo di ordinare il terzo cocktail per vivacizzare la serata che vibra il cellulare.

Era lei che mi aspettava fuori al parcheggio.

Era appoggiata alla macchina, in un tubino nero, così aderente che lasciava poco spazio all'immaginazione. Una sensualità celata da un pezzo di stoffa che ho sperato tutta la sera di strappare via. Il tacco in vernice non era il solo che faceva crescere il sex appeal, il suo rossetto era rosso, come il mio sangue che scorreva più veloce alla sua vista. I battiti acceleravano quando si avvicinava e il suo profumo mi inebriava. Eravamo giovani, liberi, nulla ci poteva ostacolare. Dovevamo essere egoisti e pensare a noi stessi, ai nostri istinti. E se l'istinto ci diceva di chiuderci in macchina o nel bagno, dovevamo farlo.

-Libera.

Nessun commento:

Posta un commento